Lo Yoga del senza sforzo – Riscoprire la fluidità nella vita

Nel silenzio che precede ogni gesto, prima ancora che il corpo si muova o il pensiero prenda forma, c’è uno spazio: vasto, vivo, accogliente. È da lì che nasce lo yoga del sentire.

Non uno yoga di conquiste o performance, ma un ritorno naturale alla sorgente. Lo yoga del senza sforzonon chiede di cambiare nulla. Non chiede di tendere, di migliorare, di correggere.
Chiede solo una cosa: lasciare essere.

Lo yoga del Kashmir può essere definito come lo yoga del “senza sforzo”.  E’ una pratica che esalta l’arte del sentire. Viene coltivata un’attenzione estremamente sottile e rilassata al corpo, al respiro, alle emozioni, agli stati di coscienza. Lo sforzo muscolare e mentale sono ostacoli che allontanano, e offuscano, il sentire stesso. Si lascia piuttosto emergere spontaneamente il vissuto, senza giudicarlo né volerlo modificare. Si tratta di un “sentire senza voler ottenere nulla”, fatto di “nudo ascolto” e di “presenza libera da ogni progetto”.

Intuiamo quanto questa sensibilità si discosti dal nostro consueto modo di pensare, agire, e funzionare. Viviamo perennemente orientati al fare, e spesso senza rendercene conto finiamo per trovarci incastrati in gabbie e ingranaggi che ci soffocano e ci impediscono di respirare. In tutto questo “fare”, manca il “sentire”. Ci abituiamo a non sentire, e meno sentiamo, più ci buttiamo nel fare, più facciamo, meno sentiamo, in un circolo vizioso che si autoalimenta da sé. Dal punto di vista dello yoga tantrico kashmiro il fare eccessivo — nel corpo, nella mente, nella vita — è visto come una contrazione: una tensione che ci allontana dalla nostra vera natura, che è già quiete, apertura, beatitudine senza sforzo.

La pratica dello yoga tantrico kashmiro è una forma di riconnessione alla spontaneità della nostra presenza nel momento presente, esattamente così com’è.  Nel qui ed ora del nostro esserci, istante dopo istante: di respiro in respiro, di battito in battito.