Lasciar andare è l’opposto di aggrapparsi. Quando vogliamo qualcosa, tendiamo ad aggrapparci, anche quando questo qualcosa è un’idea, e molto spesso rimaniamo fissati ad essa. Lasciar andare è ricordarci che è possibile non rimanere coinvolti nell’afferrare, cercando di trattenere ciò che vogliamo, e spingendo via ciò che non vogliamo. E’ inevitabile che quando sorgono cose spiacevoli noi si voglia spingerle via, e quando sorgono cose piacevoli noi si cerchi di trattenerle Così, lasciare andare significa realmente “lascia che sia”, significa permettere alle cose di essere ciò che sono. Il lasciar andare, o il lasciare che le cose siano quello che sono, ci porta a riconoscere che quando siamo prigionieri del nostro desiderio, del nostro attaccamento, questo è causa di dolore, e che il lasciar andare è la porta verso la libertà. E’ qualcosa che dobbiamo praticare ancora e ancora e ancora, di momento in momento in momento. Ogni volta che ti accorgi che stai afferrando qualcosa, domandati: “posso lasciar andare? posso lasciare che sia proprio così com’è?”. Il respiro può ricordarcelo, perché ogni volta che inspiriamo, noi dobbiamo espirare, ovvero lasciar andare. E’ un aspetto naturale della vita ricevere, e restituire, ricevere, e rilasciare.
(da “Le Nove Attitudini” di Jon Kabat-Zinn)
Immagine: Duy Huynh