A piccoli passi nell’infinito

In questo strano momento, il tempo dell’isolamento per proteggerci dal virus, lo spazio e il tempo assumono dimensioni totalmente diverse da quelle che siamo soliti frequentare. Il tempo si è dilatato a dismisura, sgombro dall’eccesso di attività a cui ci siamo abituati, e percorrere una intera giornata, fatta di ore lunghissime e vuote, disseminandola dei semi di ciò che più amiamo, è un immenso privilegio. Lo spazio è percorso da geometrie che ci raccontano di aperture, piuttosto che degli usuali confini e delimitazioni; le strade sono vuote, gli spazi quasi disabitati, più aria tra i corpi e meno corpi nell’aria.

Il silenzio occupa la distanza tra gli oggetti, le parole, i gesti. In tempi di normalità, ciascuno di noi, se lo desidera, può decidere di ritirarsi in un eremo a meditare, o affittare una baita in un alpeggio a ritirarsi da solo, con la famiglia, o con il suo cane. Ma ora, è straordinario: lo stiamo facendo tutti insieme. L’interconnessione buddhista è all’opera.

Ricordandoci che siamo tutti legati da un invisibile filo, che il battito della farfalla nell’emisfero australe causa un tornado in quello boreale, che la vita ci attraversa tutti insieme, ed il soffio del cosmo in cui siamo immersi ci sta facendo respirare all’unisono.

A piccoli passi nell’infinito.

(photo by Vyacheslav-Mishchenko)