Vai al contenuto
La Fragilità che è in noi
Ci sono emozioni forti ed emozioni deboli, virtú forti e virtú deboli, e sono fragili alcune delle emozioni piú significative della vita. Sono fragili la tristezza e la timidezza, la speranza e l’inquietudine, la gioia e il dolore dell’anima. E in cosa consiste la loro fragilità?
Qual’è il senso di un discorso sulla fragilità? Il senso di un discorso sulla fragilità è quello di riflettere sugli aspetti luminosi e oscuri di una condizione umana che ha molti volti. La fragilità, negli slogan mondani dominanti, è l’immagine della debolezza inutile e antiquata, immatura e malata, inconsistente e destituita di senso; e invece nella fragilità si nascondono valori di sensibilità e di delicatezza, di gentilezza estenuata e di dignità, di intuizione dell’indicibile e dell’invisibile che sono nella vita, e che consentono di immedesimarci con piú facilità e con piú passione negli stati d’animo e nelle emozioni, nei modi di essere esistenziali, degli altri da noi.
Per Eugenio Borgna la “fragilità” non va intesa come inutile debolezza, ma invece come condizione di sensibilità, delicatezza, gentilezza, dignità e stato in cui è anche possibile intuire l’indicibile e l’invisibile che sono nella vita.
Fragilità come stato d’animo nel quale possiamo incontrare l’altro o scoprire “modi” di essere “altri da noi”. Fragilità come possibilità “di riflettere sugli aspetti luminosi e oscuri della condizione umana.
“La fragilità fa parte della vita, ne è una delle strutture portanti, una delle radici ontologiche”, quindi va considerata come un’esperienza, prima di tutto, dotata di senso, valore e significato, anziché limitarsi ad una cura tesa a eliminarla, lo sforzo del terapeuta sarà quello di capire, di comprendere la sofferenza, e la fragilità ad essa sottesa, poiché il percorso della psicoterapia sarà sempre un lavoro di comprensione e integrazione piuttosto che quello di eliminazione del sintomo come elemento scomodo e dissonante. Ogni fragilità ci racconta una storia, ed è solo facendo spazio alla narrazione di questa storia, unica ed irripetibile, che la persona può giungere a dare un senso e un valore alla propria intima vulnerabilità.
Borgna infatti così si esprime: “Cosa sarebbe la condizione umana stralciata dalla fragilità e dalla sensibilità, dalla debolezza e dalla instabilità, dalla vulnerabilità e dalla finitudine, e insieme dalla nostalgia e dall’ansia di un infinito anelato e mai raggiunto?”
da “La Fragilità che è in noi” di Eugenio Borgna