Il valore dell’esperienza patologica

L’esperienza patologica dà un senso indelebile di anima, diverso dal senso che si ottiene attraverso l’amore o la bellezza, la natura, la comunità o la religione. Il fare anima della patologia ha un sapore particolare, salso, aspro; esso “scortica”, “ferisce”, “dissangua”, ci rende tormentosamente sensibili ai movimenti della psiche. La patologia produce una concentratissima coscienza dell’anima, una esperienza che sbaldanzisce, umilia, acceca. Essa fa sentire all’eroe una piccola fitta nel tallone, il punto debole che rammenta all’Io la realtà della morte, dell’anima. Nel mio sintomo è la mia anima.
(James Hillman – Re-visione) (immagine Duy Huyn)