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Il Non Giudizio
Il “non giudizio” è un elemento di grande importanza nella pratica della consapevolezza. Cominciando ad affrontare il non giudizio, imparando a prestare attenzione alla nostra mente, scopriamo che abbiamo un sacco di opinioni su ogni cosa: mi piace questo, non mi piace quello, voglio questo, non voglio quello, questo è buono quello è cattivo. E’ un continuo flusso di giudizi. Quando parliamo di non giudizio nel processo della consapevolezza, non ci riferiamo al non avere giudizi, significa piuttosto diventare consapevoli di quanto siamo giudicanti. Quindi, non dobbiamo giudicare il giudizio. Quando ci approcciamo con consapevolezza al nostro atteggiamento giudicante, scopriremo che, molto spesso, il nostro giudizio è del tipo bianco/nero, questo/quello, mi piace/non mi piace. Questo tipo di prospettiva ci imprigiona e ci rende ciechi. Dobbiamo quindi coltivare la qualità del discernimento, che è la capacità di vedere ciò che si sta dispiegando, riconoscendolo e comprendendo la sua relazione con la nostra esperienza. Coltiviamo la chiarezza, la saggezza, la comprensione dell’interconnessione delle cose e dei fenomeni. Il giudizio crea una sorta di velo, di filtro davanti ai nostri occhi, che non ci permette di vedere le cose come sono. Ciò che coltiviamo quindi è la consapevolezza del giudizio, non il giudizio del giudizio che scopriamo in noi stessi. Coltivando questa attitudine nei giorni, nei mesi, negli anni, impareremo a navigare attraverso il nostro giudizio tanto che esso non dominerà più la nostra vita come in passato, perché avremo imparato a riconoscerlo quando sorge. Più riposiamo nel discernimento e nella pura consapevolezza, più vivremo in modo autentico nel presente, senza portarci dietro le nostre abitudini mentali, il più delle volte non salutari.
(Jon Kabat-Zinn)